«Noi ci sentiamo un famiglia da sempre, ma oggi un po’ di più perché siamo una famiglia anche davanti alla legge, allo Stato, perché è più tutelata la nostra bambina che fino ad ora aveva un genitore solo». Roberta e Sara hanno appena firmato insieme al sindaco Roberto Gualtieri il certificato di nascita della loro piccola, nata appena due mesi fa e che ieri, nella Sala degli Arazzi, dormiva in pace tra le braccia di Sara, la mamma intenzionale. «Stavamo preparando tutti i documenti da portare all’avvocata per l’adozione, sapevamo che sarebbe stato un percorso nei tribunali tremendo. Poi la notizia insperata che ci ha rese felicissime».

Roma Pride, il 14 giugno la grande parata Lgbtq+: “Abbiamo invitato la figlia di Elon Musk”

di Marina de Ghantruz Cubbe

21 Maggio 2025

A cambiare la vita a queste due donne, a queste due mamme e alla loro piccola, è stata la sentenza della Corte costituzionale del 22 maggio scorso che ha stabilito il diritto del bambino nato da procreazione assistita ad avere due mamme. Una sentenza storica, che ha messo fine a un’ingiustizia: impedire a un figlio di avere due genitori legalmente riconosciuti solo perché sono entrambe donne. Non solo: perché la mamma che non ha partorito, veniva considerata alla stregua di un’estranea che doveva essere autorizzata dalla madre biologica a prendere il bambino o la bambina a scuola e che in una situazione di emergenza sanitaria, non avrebbe potuto stare vicino al figlio o alla figlia né fornire indicazioni salvavita ai medici.