Diversi i fattori dietro l'attacco di Israele contro l'Iran. Uno dei più importanti è il report della scorsa settimana pubblicato dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) che, per la prima volta in vent’anni, ha accusato formalmente la Repubblica islamica di violare gli impegni sul nucleare. Nel mirino ci sono finite "numerose inadempienze" di Teheran nel fornire risposte complete sulle sue attività nucleari. Su 35 paesi membri dell'Aiea, 19 hanno votato a favore, con il sostegno di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
In particolare, è stata denunciata la "generale mancanza di cooperazione" da parte dell’Iran ed è stato segnalato pure che il Paese degli ayatollah ha uranio arricchito al 60% di purezza sufficiente a realizzare nove bombe atomiche. "C’è differenza tra il materiale e l’ordigno. Dal punto di vista del materiale sono molto avanti: lo hanno già - aveva detto in una vecchia intervista al Corriere della Sera Raphael Grossi, direttore generale dell'Agenzia -. In questi anni ne hanno stoccato a sufficienza. Ma per avere un’arma atomica ci sono altre tecnologie da considerare: non impossibili per gli iraniani. Loro stessi hanno dichiarato: 'Abbiamo tutti i componenti del puzzle'”.












