Un cane magro come un'ombra si aggira tra le corsie di un supermercato. È stanco, affamato, ma non ha paura. Quello che cerca, disperatamente, è uno sguardo gentile. Fino a quel giorno, aveva vissuto tra i rifiuti, dormendo sull’asfalto e mangiando gli avanzi gettati per strada. Lo chiamavano Beach Bum, il barbone della spiaggia, ma in realtà era solo un cane dimenticato. Mezzo Golden retriever, mezzo Pastore dei Pirenei, completamente solo.

Minacce, fame e solitudine

Una donna lo aveva già notato mentre rosicchiava una fetta di pizza nel mezzo di una trafficata strada cittadina. Le auto gli sfrecciavano accanto, ma lui non si muoveva: era troppo affamato per scappare. Era l’ennesimo cane abbandonato, uno di quelli che diventano trasparenti agli occhi della gente. Beach Bum sopravviveva come poteva: beveva da pozzanghere, rovistava nei bidoni, dormiva sui marciapiedi finché qualcuno non lo scacciava. Il suo corpo parlava da solo: pelle e ossa, le anche sporgenti sotto il pelo sporco. Alcuni lo minacciavano apertamente di avvelenarlo o sparargli. Gli amici che aveva — due cani randagi come lui — erano spariti. Si crede siano morti investiti. Anche per lui, il destino sembrava segnato.