MILANO – Il Mondiale di calcio in Arabia Saudita si giocherà nel 2034, quando Cristiano Ronaldo avrà 49 anni. Forse abiterà ancora nel Regno, più probabilmente no. Quasi sicuramente conserverà il ruolo di ambasciatore del Paese e del torneo, ma non giocherà più a calcio. E questo potrebbe essere un problema. Nemmeno CR7 è eterno e i sauditi, che con il suo arrivo al club Al-Nassr nell’estate del 2023 lo hanno trasformato in ambasciatore globale, inevitabilmente si preparano al dopo.
Riapre la caccia ai campioni in Europa
Ci sarà vita calcistica nel deserto, dopo CR7? Se lo sono domandati i manager del calcio a Riad quando, negli scorsi mesi, il campione portoghese ha ventilato l’ipotesi del ritiro.
(afp)
O quantomeno, di un trasferimento. Allarme rientrato: Cristiano continuerà a vestire la casacca gialla, almeno per la prossima stagione. Ma la macchina miliardaria del calcio saudita si è rimessa in moto per programmare il dopo. L’arrivo sulla panchina dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi, allenatore finalista dell’ultima Champions League con l’Inter, è solo una tessera del puzzle. I quattro maggiori club sauditi, tutti di proprietà del fondo sovrano Pif, hanno fatto offerte folli a campioni dei cinque principali campionati europei. Solo in Italia, proposte tra i 20 e i 30 milioni di euro netti di ingaggio sono state recapitate negli scorsi mesi al milanista Theo Hernandez e agli interisti Nicolò Barella e Alessandro Bastoni. In Inghilterra, gli arabi hanno corteggiato Momo Salah, stella del Liverpool, offrendogli una paga di circa 200 milioni a stagione, la stessa di CR7. Altri talentinel mirino dei sauditi sono Kaoru Mitoma, Jadon Sancho e Richarlison.









