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12 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:47
“Siamo qui alla frontiera di Ventimiglia, dove tante storie si spezzano, memoria viva e grido profetico: non più morte e respingimenti ma accoglienza, giustizia e umanità”. Con queste parole il vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta ha chiuso l’iniziativa di preghiera interreligiosa e denuncia organizzata ieri a piazzale San Ludovico, a dieci anni dalla sospensione del trattato di Schengen da parte della Francia. “Non è solo un monito legato a un fatto passato, ma di tragica attualità. Dona a noi occhi per vedere, mani per aiutare, cuori capaci di riconoscere in ogni volto un fratello e una sorella – un passaggio del momento di preghiera – Fa, Signore, che nessuno sia straniero su questa terra che tu hai dato a tutti”. L’evento, promosso dalla rete “Mosaico di Frontiera” coordinata dalla Caritas locale, si è svolto accanto al memoriale delle vittime della frontiera, allestito da attiviste e solidali. “Un mausoleo fondamentale, che rappresenta una memoria che va preservata”, ha sottolineato all’apertura dell’iniziativa Maurizio Marmo, responsabile di Caritas Ventimiglia-Sanremo, consapevole del progetto dell’amministrazione di smantellare l’installazione di Pistoletto che ospita il memoriale per fare spazio a un parcheggio e altri lavori di “valorizzazione turistica”.






