Roma, 12 giu. (askanews) – Il 1° Congresso Internazionale di Agroecologia del Mediterraneo si chiude aprendo di fatto nuovi scenari e connessioni generate dall’incontro di più di 400 partecipanti provenienti da tutto il mondo, tra scienziati, universitari, tecnici ed agricoltori. Una quattro giorni vissuta intensamente dove sono confluite esperienze e scambi, non solo nelle sale congressuali, ma anche nell’Agroecology Open Space, diretto dalla Direttrice artistica Rossana Danile, dove Arte Scienza e Storytelling hanno regalato occasioni emozionali e brainstorming dal respiro internazionale, confermando come nell’incontro e nello scambio sia possibile elevare alla massima potenza la forza creativa dell’uomo.
Il Congresso si è occupato di come affrontare e sfruttare la crisi come motivo e stimolo per una visione del rapporto Uomo | Natura, nuovo e rinnovato rispetto ad un modello di agricoltura cosiddetto “convenzionale” attivato dal dopoguerra con crescente esasperazione dei sistemi di coltivazione (lavorazioni profonde, uso inopportuno di insetticidi, diserbanti, fertilizzanti di sintesi, ecc.) ha generato una interferenza sugli ecosistemi planetari.
Questi gli elementi essenziali su cui si è svolto ad Agrigento il 1° Congresso di Agroecologia del Mediterraneo (AEMED 2025):






