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12 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:51
Le chiamano Nba Finals ma se non fosse per il logo sulle maglie (ormai è rimasto solo quello) e per il premio in palio (che si decide proprio nel mese di giugno) faremmo fatica a distinguere la serie tra Oklahoma City Thunder e Indiana Pacers da una banale partita di regular season. Non è una questione di gioco e qualità – perché entrambe le squadre hanno dimostrato meritatamente di essere arrivate fino a qui -, ma di ascolti televisivi. Ormai è una costante: in America l’Nba sta passando di moda. E non è nemmeno servito un canestro allo scadere in Gara 1 di Tyrese Haliburton per far riaccendere ai tifosi la televisione e la passione per uno sport che ha sempre meno appeal.
Mentre i giocatori riscrivono nuovi record e statistiche mai viste prime, anche il sistema Nba aggiorna dati e insights sempre più scadenti e mai così bassi. La Gara 2 delle finali tra Thunder e Pacers, infatti, ha registrato una media di 8,76 milioni di telespettatori sul canale ABC. Una cifra che va a ritoccare il numero (già di per sé negativo) dello scorso anno: rispetto alle finali tra Celtics e Mavericks il calo è stato addirittura del 29% (in cui erano stati registrati 12,31 milioni di telespettatori). Peggio di così, solo nella “bolla” del villaggio Disney di Orlando durante la pandemia da COVID-19: un dato condizionato in buona parte dalle migliaia di persone ricoverate e dalla positività del presidente Donald Trump che aveva indubbiamente spostato l’attenzione. La Gara 2 di quella finale fu vista in media da 6,78 milioni di persone.















