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Alle undici di domenica mattina è difficile camminare tra via Ippolito Nievo e via Portuense, nel quartiere Trastevere di Roma, senza dover rallentare o cambiare direzione. All’ingresso dell’Arco del mercato di Porta Portese c’è un flusso costante di persone. Poco più in là, verso largo Alessandro Toja, di domenica c’è spesso un DJ che suona. La sua postazione è al banco 57, aperto da Sirio, artista romano di trentun anni, durante la pandemia, quando pensò che il mercato fosse rimasto «uno dei pochi luoghi di aggregazione ancora accessibili a tutti».
Porta Portese è da decenni uno dei mercati più noti e frequentati di Roma ma ultimamente lo è più che mai, e l’età media delle persone che lo frequentano si è molto abbassata. Non è l’unico caso: in generale i mercati nelle città italiane sono tornati a essere luoghi di incontro e interesse per le giovani generazioni, che li frequentano sia come acquirenti che come venditori, soprattutto di abbigliamento usato, raccontandolo sui social e creando ulteriore interesse.
Banco 57 è uno degli esempi di questa trasformazione. È diventato un luogo riconoscibile all’interno del mercato, anche per l’organizzazione di eventi, la selezione dei capi e la presenza regolare di musica dal vivo. «Negli ultimi tre anni la zona in cui lavoriamo è molto cambiata, anche per merito nostro», raccontano. «Abbiamo contribuito a rendere questa parte del mercato un punto di ritrovo, e oggi è diventata un’area associata al vintage, cosa che prima non era». Nel 2022 infatti al progetto di Sirio si sono aggiunti altri due soci, appassionati di moda e già clienti del suo banco: la selezione dei vestiti è quindi diventata uno dei suoi punti di forza.






