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12 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:03

Una ciocca di capelli, un paio di slip nascosti sottoterra e soprattutto una vertebra umana: sono i reperti umani scoperti durante le operazioni di scavo iniziate ieri nei terreni dei luoghi frequentati dall’assassino di Maria Denisa Adas. I sopralluoghi si sono concentrati nel terreno della casa a Monsummano Terme (Pistoia) di Vasile Frumuzache e nell’area accanto a un casolare abbandonato, nel bosco delle Panteraie, sopra Montecatini Terme, dove l’uomo ha fatto ritrovare i resti delle sue vittime.

I reperti sono stati sequestrati dai carabinieri e saranno sottoposti ad analisi scientifiche. Il sospetto è che possano appartenere a ulteriori vittime e che Frumuzache non sia stato un assassinio solitario, ma parte di un meccanismo più ampio e organizzato. Questa l’ipotesi investigativa al vaglio della procura di Prato guidata dal procuratore Luca Tescaroli, che ha emesso un decreto di ispezione, perquisizione e sequestro nelle due aree notificato da quanto appreso non solo al 32enne. Oltre ai resti umani, gli investigatori hanno sequestrato quattro telefoni cellulari, uno dei quali nascosto sotto il sedile dell’auto di Frumuzache, e quattro lame bruciate trovate vicino alla casa. Dopo la confessione del delitto della trentenne, gli inquirenti avevano già trovato anche l’auto di Ana Maria Andrei custodita nel box. Tutti elementi che rafforzano sempre di più la tesi della procura, secondo cui il vigilante romeno potrebbe addirittura essere l’esecutore di ordini per conto di una banda.