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I riconoscimenti negati a Silvio Berlusconi per tutta la sua esistenza gli vengono concessi adesso che si percepisce la sua assenza

Sono due anni che Silvio Berlusconi ci ha lasciato e nel vedere come oggi viene ricordato vale la pena parafrasare Voltaire: gli uomini non vogliono rendere giustizia ai vivi, ma la concedono ai morti. Anche se sapendo quanto amasse l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam magari Berlusconi avrebbe preferito un altro adagio che ricorda le lettere sul romanticismo di Victor Hugo: «In vita lo chiamarono pazzo, da morto lo chiamano genio». Sicuramente l'Italia tutta, non solo quella che l'ha sempre amato o venerato, ha scoperto le virtù del Cavaliere quando è passato a miglior vita. Anche chi lo ha criticato, lo ha combattuto, ha addirittura costruito una carriera sull'odio verso di lui, oggi gli riconosce dei meriti. È assurdo, incredibile, per alcuni versi stravagante, ma è così: i riconoscimenti che gli hanno negato per tutta la sua esistenza, gli vengono concessi adesso che si percepisce la sua assenza.