TREVISO - Folla ad attenderlo all'ingresso - militanti di partito, ex paracadutisti (il suo corpo militare), ragazzi, diverse signore - applausi, code per un selfie o per un autografo sul suo libro. Accoglienza da star per Roberto Vannacci ieri pomeriggio all'hotel Maggior Consiglio, per l'incontro organizzato dal Team "Antonio Canova" di Treviso del Mondo al contrario, il movimento fondato dal generale, e dalla Lega, di cui oggi è europarlamentare e vicesegretario federale. «È la seconda volta che vengo a Treviso - sorride - Anche un anno fa, quando ho presentato il mio libro, il teatro era sold out. Evidentemente i trevigiani e i veneti mi vogliono bene. Del resto, in questa regione ho preso 73mila preferenze alle Europee, tre volte di più del secondo più votato che era veneto».

In sala oltre 300 persone, a partire da svariati big leghisti: dai parlamentari Ingrid Bisa e Gianangelo Bof ai consiglieri regionali Alberto Villanova, Roberto Bet e Sonia Brescacin, dal sindaco di Treviso Mario Conte ai colleghi di vari altri comuni, al presidente della Provincia Stefano Marcon, all'assessore di Treviso Riccardo Barbisan, al padre nobile Gian Paolo Gobbo, all'ex eurodeputata Rosanna Conte a numerosi altri amministratori locali. Un centinaio si è fermato poi alla cena. Il generale non si risparmia, a partire dall'attualità: «Il referendum? Una batosta clamorosa per la sinistra e i promotori: gli italiani hanno detto no alle cittadinanze facili. Gli unici a non vederlo sono la Schlein, Landini, Bonacini e Fratoianni. Sarebbero dei perfetti citì per la nazionale: anche quando hanno perso dicono di aver vinto. Ci hanno fatto spendere 84 milioni di euro per un disastro annunciato, risorse che avrebbero potuto essere usate per sanità, scuola, mezzi e materiali, per la forze dell'ordine, lavoro, pensioni».