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Ultimo aggiornamento: 19:36
Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, vuole accelerare, chiudere sul candidato del centrosinistra in Campania, entro fine giugno, il prima possibile. Il Nazareno considera il tempo giusto per individuare i candidati alle Regionali a fine agosto. Sembrerebbe solo un problema di date, in realtà la questione è politica. Perché – in attesa di capire se il governo varerà una legge per permettere il terzo mandato – è tutto fermo. Si aspettano le mosse di Vincenzo De Luca, che, se potesse, non resisterebbe alla tentazione di ricandidarsi, spaccando il Pd, ma pescando pure a destra (motivo per cui la mossa di Giorgia Meloni rischierebbe di essere un boomerang). E anche senza terzo mandato, capire se De Luca tratta o si mette di traverso, facendo perdere il centrosinistra è essenziale, anche nella scelta del candidato.
Per questo, Giuseppe Conte non formalizza il sì alla candidatura di Roberto Fico: meglio evitare di rischiare la sconfitta, se il veto del presidente della Campania resta. Per questo, dal Pd si tergiversa: il tentativo è capire se davvero De Luca non vuole Fico e se – in ultima analisi – potrebbe dire di sì a un altro dei Cinque Stelle o è pronto a bruciare qualsiasi profilo, per bombardare il Pd. Manfredi in questo momento sa di dover giocare il ruolo di king maker del successore dello Sceriffo. Da napoletano aristocratico, potenzialmente candidato a tutto (premier, federatore del centrosinistra, addirittura presidente della Repubblica), questa è una partita essenziale. E la sua spinta per Fico dipende soprattutto dal fatto che l’ex presidente della Camera sarebbe la dimostrazione plastica che la coalizione esiste. Oltre alla garanzia che nessuno chiederà a lui di correre. In mezzo a questi movimenti, Manfredi ha derubricato il confronto Schlein-De Luca di una decina di giorni fa a scambio di opinioni senza vere svolte. La trattativa vuol condurla lui. Con lui ci sono i campani duri e puri.






