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Nelle ultime ore a Los Angeles decine di manifestanti sono stati arrestati per aver violato il coprifuoco notturno imposto alcune ore prima sul centro città dalla sindaca di Los Angeles, Karen Bass. È da cinque giorni che nella zona ci sono intense proteste contro le politiche migratorie del presidente statunitense Donald Trump, con scontri in certi casi molto violenti con la polizia. La situazione si era aggravata nei giorni scorsi per la decisione di Trump di invitare i marines e la Guardia Nazionale contro la volontà del governatore della California, Gavin Newsom, e della sindaca: una decisione con pochi precedenti.

Il coprifuoco durerà dalle 20 alle 6, per ora senza una data di fine. È stato imposto nel distretto centrale della città (una zona di circa 2,5 chilometri quadrati, rispetto a un territorio cittadino di circa 2.300 chilometri quadrati) e prevede diverse eccezioni: per le forze dell’ordine, il personale medico e di emergenza, i residenti, chi si sposta per lavoro, i giornalisti e i senzatetto.

Le proteste a Los Angeles erano iniziate dopo alcune operazioni dell’ICE (l’agenzia federale statunitense per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione) in cui erano state arrestate decine di presunti migranti irregolari. I manifestanti avevano inizialmente lanciato pietre e incendiato alcune automobili: erano state comunque azioni piuttosto contenute e secondo la polizia di Los Angeles sabato la situazione era tornata pacifica.