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11 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:48
La Corte suprema di giustizia argentina ha confermato la condanna a sei anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, ritenuta colpevole di frode ai danni dello Stato. La sentenza, pronunciata martedì 10 giugno, scuote la politica argentina: Kirchner, una delle indiscusse protagoniste della storia recente del Paese, non può più candidarsi come deputata della provincia di Buenos Aires alle elezioni del prossimo settembre, come aveva annunciato. A causa della sua età, 72 anni, si prevede che la presidente del Partito Giustizialista, la principale forza di opposizione al governo di Javier Milei che ha celebrato la sentenza, sconterà la pena agli arresti domiciliari.
La vicenda, nota come “Causa Vialidad“, si riferisce agli anni in cui Kirchner era presidente tra il 2003 e il 2015. Il più alto tribunale del Paese l’ha ritenuta colpevole di avere danneggiato lo Stato favorendo le società dell’imprenditore amico Lázaro Báez, assegnandogli in modo irregolare una cinquantina di appalti pubblici per la costruzione di strade nazionali e provinciali nella provincia di Santa Cruz in Patagonia, regione considerata una roccaforte del kirchnerismo. Secondo le indagini condotte dal procuratore Diego Luciani, nel 2003 i Kirchner avevano creato l’impresa di costruzioni Austral Construcciones, affidandone la direzione a Báez che, ex dirigente della banca di Santa Cruz, non aveva alcuna esperienza nel settore. Poco dopo Néstor Kirchner assunse la presidenza del Paese, poi passata alla moglie Cristina. Durante i 12 anni in cui i Kirchner hanno governato l’Argentina, Austral Construcciones ha ottenuto appalti per la costruzione di 51 opere. Secondo il pubblico ministero, solo due sono state completate nei tempi previsti e l’impresa è stata favorita con sovrapprezzi milionari causando un danno allo Stato superiore a un miliardo di dollari. Il rapporto tra i Kirchner e Báez solleva molti interrogativi, anche se le indagini della procura non sono riuscite a trovare depositi bancari, società o proprietà collegate in modo diretto alla coppia Kirchner che potessero riflettere un ritorno personale derivante dagli accordi commerciali.










