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La Corte suprema speciale greca ha deposto tre deputati del partito di estrema destra degli Spartani (Spartiátes) per frode elettorale. La Corte, che ha compiti simili a quelli di una Corte costituzionale, ha invalidato la loro elezione spiegando che nel 2023 il partito aveva violato la legge indicando un leader di facciata. Il vero capo, secondo la ricostruzione, era Ilias Kasidiaris, l’ex portavoce del disciolto partito neonazista Alba Dorata. Nel 2020 il tribunale di Atene aveva stabilito che Alba Dorata avesse agito come un’organizzazione criminale e Kasidiaris era stato condannato insieme ad altri dirigenti a 13 anni di carcere, che sta ancora scontando.

Alle elezioni del 2023 gli Spartani arrivarono quinti con 4,7% dei voti. Fu un buon risultato, aiutato dall’appoggio determinante di Kasidiaris.

Kasidiaris fece campagna elettorale per gli Spartani dal carcere, utilizzando i social media. Il suo contributo fu fondamentale per farli conoscere a un elettorato più ampio, visto che fino a quel momento erano privi di rappresentanza politica. Al primo turno delle elezioni parlamentari in Grecia, gli Spartani non si presentarono. Lo fecero però al secondo, eleggendo poi 12 deputati (nel 2023 in Grecia si votò due volte a distanza di un mese, in virtù di una nuova legge elettorale: il secondo turno fu in sostanza una ripetizione del primo, con però un bonus di seggi per il partito che arriva primo e l’assegnazione dei restanti su base proporzionale).