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Ultimo aggiornamento: 15:14
E così alla fine sono arrivate le Belve vere. Dopo settimane passate tra le ripicche erotiche da seconda media di Eva Riccobono, le visioni mariane di Flavia Vento e la passione per il pene di Bianca Balti, tutte cose di cui il servizio pubblico può anche fare a meno, Francesca Fagnani ha deciso di andare nella direzione opposta.
La scelta comportava un paio di rischi. Il primo era quello di scontentare il pubblico che alla linea sesso&soldi e un po’ di glamour sembrava molto affezionato, visti i dati di ascolto. Il secondo era quello di trovarsi involontariamente ma inevitabilmente a competere con un mito assoluto del genere, Franca Leosini, di trovarsi nella migliore delle ipotesi di fronte a giudizi positivi del tipo, “sì ma la Leosini era più brava”. Invece i due ostacoli Fagnani li ha superati brillantemente: ottimi ascolti, addirittura i più alti della serata, e nessun rimpianto per lo stile Leosini.
Affrontare personaggi tanto impegnativi – Massimo Bossetti su tutti, ma anche la sfuggente Mikula – ha comportato l’abbandono degli atteggiamenti che avevano caratterizzato il personaggio Fagnani nelle ultime interviste: niente più risate fragorose all’unisono con l’ospite, niente ammiccamenti e toni di complicità, anche il romanesco nelle chiose ridotto al minimo. Una giusta distanza sia dal punto di vista fisico che nel confronto verbale, ben diversa dalla confidenzialità severa e materna della Leosini, ha segnato le interviste sostenute da una tesi forte da replicare alle rimostranze dell’intervistato: nel caso di Bossetti la singolarità dell’inchiesta che arriva all’indagato non per dei sospetti nei suoi confronti ma attraverso un verifica generalizzata sull’intera popolazione.











