La Regione Toscana si impegnerà a interrompere le relazioni col governo israeliano di Netanyahu, e le istituzioni a esso riconducibili, non strettamente finalizzate "a porre fine al massacro" a Gaza. Al tempo stesso ribadirà l'impegno per una soluzione negoziata del conflitto finalizzata a una soluzione imperniata sul principio dei “due popoli, due stati”, ma anche la necessità di incoraggiare e sostenere l'allargamento della rete degli accordi di Abramo, pilastro della politica internazionale dell'amministrazione Trump e in realtà dello stesso governo Netanyahu. È questo l'esito dell'approvazione da parte dell'assemblea di palazzo del Pegaso delle mozioni presentate dal Partito democratico e da Fdi sulla guerra in Medio Oriente. Il primo documento viene approvato con il sostegno di Pd, M5s; l'atto di Fratelli d'Italia ottiene il disco verde grazie all'astensione dei dem.

Il consiglio regionale respinge, invece, un atto di indirizzo del Movimento 5 Stelle che chiedeva di recidere con immediatezza i rapporti con lo stato d'Israele, ma anche con le imprese e le università israeliane. Toccherà al presidente della Regione, Eugenio Giani, a questo punto tracciare una sintesi da queste indicazioni: "Sono mozioni che troveranno seguito nell'interruzione dei rapporti istituzionali ed economico-sociali con Israele - spiega Giani - accanto a questa azione, che ha un valore fortemente simbolico, perché le relazioni internazionali sono curate dallo stato e non dalle regioni, è molto forte il richiamo al riconoscimento della Palestina", sia in sede nazionale che da parte dell'Ue.