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Il 12 giugno del 2016 Barack Obama, allora presidente degli Stati Uniti, comparve insieme alla moglie Michelle in un messaggio pre-registrato trasmesso sul palco dei Tony Awards, i più prestigiosi premi dell’industria teatrale in lingua inglese. Fu un momento del tutto eccezionale pensato per presentare Hamilton, lo spettacolo uscito un anno prima che avrebbe vinto quella sera undici premi tra cui quello per il miglior musical, e avrebbe avuto negli anni a venire un successo superiore alla stragrande maggioranza degli altri musical di Broadway.

Il messaggio iniziava così: «Sette anni fa, un giovane uomo partecipò a una serata alla Casa Bianca dedicata alla poesia. Prese il microfono e ci disse che avrebbe suonato una canzone a cui stava lavorando, dedicata alla vita di una persona che a suo avviso incarnava lo spirito dell’hip-hop: il primo segretario al Tesoro d’America». Il giovane era Lin-Manuel Miranda e il personaggio a cui si riferiva era Alexander Hamilton, uno dei “padri fondatori” degli Stati Uniti.

Nel primo anno dall’uscita, nell’estate del 2015, il successo del musical era stato gigantesco: a volerlo vedere e a parlarne con grande entusiasmo non erano solo gli appassionati di teatro, ma anche celebrità, politici, adulti e adolescenti appassionati di hip-hop. Michelle Obama aveva definito Hamilton «la migliore opera d’arte, in qualsiasi categoria, che io abbia mai visto». Il suo autore, allora trentacinquenne, era stato ospite d’onore ai late show più ambiti della televisione, da quello di Jimmy Fallon a quello di Stephen Colbert, ed era stato fotografato da Annie Leibovitz per Vogue. Lo show era sempre tutto esaurito, e comprare i biglietti era sostanzialmente impossibile: così, centinaia di migliaia di persone avevano cominciato ad ascoltarne le canzoni dal CD o dalle piattaforme di streaming musicale. La sceneggiatura aveva vinto un premio Pulitzer.