No, la propaganda non c'entra niente. Si trattava di una doverosa denuncia per arginare azioni criminali connesse al traffico dei permessi di soggiorno. Ergo, per frenare una truffa sull'immigrazione che fa ricche le organizzazioni malavitose. Il presidente del Consiglio, esattamente un anno fa - l'11 giugno 2024 -, si era recata in Questura per presentare un esposto alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. E, come di consueto, si era attirato le critiche della sinistra. M, a posteriori, ha avuto ragione lei.

"Un anno fa, mentre molti gridavano allo scandalo e ci accusavano di fare propaganda, ho presentato un esposto alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo per denunciare gravi irregolarità nel sistema del 'click day' per i permessi di soggiorno - ha spiegato Giorgia Meloni in un post su Instagram -. Da allora sono emerse diverse gravi azioni criminali connesse con il traffico dei permessi di soggiorno. Oggi, secondo quanto riportato dalla stampa, arrivano ulteriori conferme inquietanti: identità digitali costruite a tavolino, assunzioni false, legami con i clan, soldi in cambio di accessi illegali nella nostra Nazione. Una rete organizzata e criminale - ha poi aggiunto -, smascherata grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine".