Il suo nome su Telegram era Dvx e il suo obiettivo da brividi: riorganizzare le camicie nere per una seconda marcia su Roma, facendo fuori tutta la classe politica per fare spazio al suo partito. Un diciassettenne è finito nei guai e il tribunale di Milano adesso gli ha vietato l’uso di internet per due mesi, mentre altri due ragazzi, che vivono a Como e Pordenone, sono stati perquisiti dalla polizia.

I messaggi erano inquietanti: dagli appelli per reclutare alleati per «picchiare stupratori, molestatori e borseggiatori» alla necessità di «ristabilire l’ordine nella nazione». Il tutto con messaggi di odio razziale.

Il giovane, che vive a Como e frequenta un istituto tecnico per geometri della provincia scriveva messaggi immaginando l’avvento del suo partito, il Partito nazional Volkssista nuova Italia unita, un neo fascismo modernizzato, come si leggeva. A leggerlo però anche il tribuale dei minoti, che lo ha fermato. Il 17enne avrebbe coltivato questo sogno delirante creando canali Telegram, pagine Instagram e TikTok e una chat Whatsapp, con una squadra d’azione fascista come foto profilo. Per una nuova nazione in cui non ci sarebbe stato spazio per «stranieri, ebrei e omosessuali, perché certi comportamenti non sono accettabili». Ad aprile scriveva a un amico: «Al vertice vi saranno i miei ordini. Riporteremo il fascismo modernizzato». Da lì l’azione del tribunale che lo ha fermato.