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10 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:11
Tra dubbi e valutazioni, ora la Figc ha bisogno di 48 ore di tempo per riflettere. Forse qualcosa di meno, perché nel calcio non si sa mai, ma una cosa è chiara: il no di Ranieri arrivato in mattinata ha spiazzato gli uomini della Federazione, che erano andati a letto con un mezzo sì da parte del direttore tecnico giallorosso, prima del definitivo cambio dei piani della mattina. Ranieri è persona seria (ed è per questo che Gravina aveva sùbito pensato a lui): non vuole prendere in giro nessuno e non se la sente di prendersi questo onere. E serio è anche Stefano Pioli: vuole rientrare in Italia, l’ha fatto capire a più riprese all’Al-Nassr, ma è già da settimane in parola con la Fiorentina. Che infatti in queste ultime ore non ha così tanto tremato di fronte alla voce di una sua candidatura come ct.
Anche in questo caso, tutto si è sviluppato in breve tempo. I contatti tra la Federazione e l’agente dell’allenatore si erano già tenuti da qualche giorno. E da qualche giorno era stato risposto: “Valuteremo”. Ma proprio perché anche l’ex Milan voleva capire bene come muoversi sia con i Viola, sia con il club arabo, a cui deve necessariamente rimanere legato fino alle prime settimane di luglio per questioni fiscali di cui, al momento, non si trova soluzione. Un tempo che la Nazionale avrebbe anche rispettato. Ma la parola data al club di Commisso ha un valore e Pioli non vuole rimangiarsela. Per questo, per quanto l’allenatore sia rimasto sinceramente lusingato, la pista tramonta sempre di più e difficilmente potrà riaprirsi.














