C'è chi la definisce una maggioranza bulgara e di certo la vittoria del campo largo con il deputato Emiliano Fenu alle amministrative di Nuoro, città natale della prima governatrice pentastellata in Sardegna, Alessandra Todde, restituisce vigore ed entusiasmo nell'alleanza di centrosinistra alla Regione, vittima negli ultimi mesi degli scossoni del caso decadenza e degli attriti interni sull'asse Pd-M5s sul fronte sanitario.
La presidente Todde non ha esitato, alla proclamazione del vincitore, a definire "politico" il risultato delle urne che ha fruttato a Fenu quasi il 63% dei consensi, a conferma della tenuta dell'alleanza trainata da Pd e M5s.
Con il Pd che, analizzando i singoli risultati della coalizione, si conferma primo partito: a due sezioni dal termine dello scrutinio ha ottenuto il 18,9% delle preferenze, sopra il M5s che ha espresso il candidato e che si è fermato al 13,17%, e sopra alla lista Uniti per Todde che ha raggiunto il 9%.
"Il Partito Democratico ha creduto fin dall'inizio nella necessità di unire, di lavorare per un campo largo e riformista - ha commentato il capogruppo dem in Consiglio regionale, il nuorese Roberto Deriu - capace di dare risposte concrete a una città che da troppo tempo aspettava un'amministrazione all'altezza delle sue necessità".







