«Non lo perdonerò mai, nemmeno dovesse venire a chiedermelo in ginocchio. Il suo è stato il gesto di un animale, di un delinquente». Simone Petrelli, il padre di Lorenzo - l'arbitro diciottenne pestato da un genitore domenica pomeriggio allo stadio Comunale di Arezzo, dopo la finale di un torneo di bambini under 12 -è ancora sotto choc per quanto lucido nel raccontare il dramma vissuto dal figlio: lui c'era, in tribuna, ad assistere con un pizzico di orgoglio alla direzione di gara del suo ragazzo. E da lì ha assistito, pressochè in diretta, all'agguato. Ora la sua preoccupazione è principalmente quella di proteggere Lorenzo, di sottrarlo all'assedio dei media, di assisterlo nella convalescenza che durerà almeno i 40 giorni della prognosi.