“Non possiamo controllare quello che succede a livello geopolitico o sui mercati. Ma possiamo costruire prodotti assicurativi capaci di proteggere compratori e venditori dando fiducia al sistema”, spiega David Howden, Ceo dell’omonimo gruppo inglese di brokeraggio assicurativo, fondato nel 1994 con tre soci su principi che lo differenziano da molti altri giganti del settore: più di un terzo del capitale in mano a 5.300 dipendenti (il resto è diviso tra tre grandi investitori di lungo termine: General Atlantic, Hg Capital e la Caisse de dépôt et placement du Québec) e acquisizioni strategiche (65 nel solo 2024) di società con la stessa mentalità indipendente con cui stabilire relazioni di “indipendenza collaborativa”.

Mister Howden, tra guerre in Ucraina e Medio Oriente, incertezze geopolitiche e dazi americani, è un mondo davvero complicato per un grande broker assicurativo…

Sì, ma anche pieno di soluzioni da trovare. Generalmente si crede che l’assicurazione sia qualcosa che devi avere per coprire un evento quando è accaduto, come si fa a protezione della propria auto. In realtà non si tratta semplicemente di vendere una copertura o prezzare un rischio bensì di un fattore che favorisce lo sviluppo degli individui e delle aziende, permettendo loro di prendere decisioni di investimento, orientare i capitali, in una parola aiutare il mercato a sfruttare le sue potenzialità, sapendo che se c’è un problema, esiste una protezione.