«Sono sempre stata convinta che il mondo delle professioni sia una parte fondamentale, insostituibile di questa nazione, e in questo contesto voi commercialisti svolgete un ruolo essenziale per il buon funzionamento della macchina fiscale e tributaria, il punto di connessione fra stato e cittadini, fra l’amministrazione e le famiglie o le imprese». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo agli Stati generali dei commercialisti 2025. A Meloni la platea ha dedicato una standing ovation. «Mi imbarazzate, mi imbarazzo», ha detto la premier.
«Il fisco - ha sottolineato - è anche il biglietto da visita della credibilità di uno Stato, non deve soffocare la società ma aiutarla a prosperare, non deve opprimere famiglie e imprese con regole astruse e un livello di tassazione che non corrisponde al livello dei servizi che lo Stato eroga». Secondo la premier, lo Stato deve usare le risorse «con buonsenso e senza gettare i soldi dalla finestra, che è quello che abbiamo tentato di fare in questi anni».
Meloni ha ricordato che «la grande riforma fiscale» varata dal governo era attesa in Italia «da oltre 50 anni. Abbiamo fatto questa scelta perché riteniamo che il fisco non debba essere di difficile comprensione, qualcosa che è riservato agli addetti ai lavori ma uno strumento con il quale lo Stato interviene nella società, la aiuta a crescere, a prosperare mettendo chi crea ricchezza, le imprese, il tessuto produttivo nelle condizioni migliori possibili per poter creare quella ricchezza. Perché il Fisco - ha continuato - è, di fatto, lo strumento principe con il quale lo Stato dispone delle risorse per erogare i servizi, per far funzionare la macchina pubblica, per aiutare i più fragili, per finanziare gli interventi necessari a rendere la società più giusta e più equa e da questo deriva che il fisco è anche il biglietto da visita della credibilità di uno Stato».










