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Negli ultimi mesi in Slovacchia c’è stato un caso, diventato a un certo punto imbarazzante per il governo, attorno a un busto che alcuni studiosi attribuiscono allo scultore rinascimentale Donatello. La vicenda è decisamente strana e rocambolesca. A fine maggio infatti il busto era sparito dal museo in cui si trovava, prelevato da uomini del governo con il viso coperto da un passamontagna. Era stato portato in un posto tenuto nascosto e per settimane il governo slovacco si era rifiutato di dire dove fosse e di fare chiarezza sulla vicenda. Il caso si è risolto pochi giorni fa, quando finalmente si è scoperto cosa fosse successo.

Il busto in marmo di Carrara ritrae la nobildonna Cecilia Gonzaga. L’attribuzione era stata ipotizzata dalla storica Marta Herucová alcuni anni fa, quando l’aveva scovato in un magazzino del museo di Levoča, nell’est della Slovacchia. All’epoca la direttrice del museo era Mária Novotná, che caldeggiò le ricerche, basate sulla scritta “Opus Donatelli” sul basamento. Si ipotizzò allora che la scritta fosse la firma, presente su altre sette opere di Donatello tra cui Giuditta e Oloferne, esposta a Palazzo Vecchio a Firenze.

La scoperta fu comunicata ufficialmente solo lo scorso febbraio. Fu allora che diversi politici slovacchi cominciarono a interessarsi alla statua: fino a quel momento, cioè finché non fu associata a Donatello, nessuno aveva mai sentito parlare dell’opera. Da lì in poi, invece, divenne improvvisamente un potenziale tesoro, e quindi ambìta. Per questo il governo ha voluto metterci le mani.