Dopo dieci edizioni, e una lunga pausa durata quasi un’altra decade, torna il festival italiano dedicato alla serialità. Aggiornato, ampliato, con un titolo tutto nuovo: Italian global series festival, che prende il posto di quello nato a Roma nel 2006, ma senza condividerne la sede che quest’anno si è trasferita in Emilia Romagna. Dal 21 al 28 giugno Rimini e Riccione ospiteranno la nuova creatura festivaliera che promette molto, a partire dalle anteprime di serie come Too much, di Lena Dunham (da luglio su Netflix), l’attesa reunion de I Cesaroni o la terza stagione di Squid game. Più masterclass, incontri, un ricco parterre di ospiti e, naturalmente, i premi Maximo del concorso internazionale, che si ritaglia anche una parentesi tutta italiana, e gli speciali dedicati alle eccellenze italiane e straniere.
L'attesa serie "Too much"
«Riprendere questo festival significa tornare a premiare la serialità, un comparto importantissimo della nostra fiction che altrimenti ne rimarrebbe orfano», spiega Chiara Sbarigia, ideatrice fin dall’inizio della manifestazione e presidente dell’Apa, l’associazione produttori audiovisivi. «Quando il Rome fiction fest chiuse i battenti, più che altro per una disaffezione della Regione Lazio, l’unico sponsor che avevamo all’epoca, mi chiamarono “la vedova del festival” perché ci tenevo moltissimo: parliamo di un settore in cui solo nel nostro paese si investe quasi il 30% in più rispetto al cinema, e che in totale vale un miliardo di euro», precisa Sbarigia, che di questo appuntamento vorrebbe fare una piccola Cannes dell’audiovisivo.







