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9 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 16:02
Continuano i licenziamenti nella provincia panamense di Bocas del Toro, teatro di proteste e scioperi dalla fine di aprile per ottenere riforme delle leggi sulla previdenza sociale. I lavoratori si oppongono alle politiche del governo neoliberista di José Raúl Mulino. Tre, in particolare, le questione che animano le proteste: il taglio del 40% delle pensioni, l’aumento dell’età per il ritiro dal lavoro e la privatizzazione del sistema pensionistico; l’intenzione di riaprire la miniera di rame a cielo aperto, sfruttata in passato dalla canadese First Quantum e chiusa dopo una mobilitazione popolare, nel 2023; i memorandum d’intesa con Trump per costruire tre basi militari nel paese e affidare anche alle forze armate statunitensi il controllo del Canale, in sostanza una parziale rinuncia alla sovranità nazionale.
La mobilitazione coinvolge più settori, gli insegnanti sono in sciopero a tempo indeterminato da due mesi, così come gli operai edili e i lavoratori delle piantagioni di banane e gli operatori sanitari, e lo sciopero si sta estendendo ad altri settori. A sostenere le proteste sono anche molti studenti e popolazioni indigene, che costituiscono il 12% degli abitante del piccolo stato centroamericano.







