Le donne guidano spesso aziende che non solo generano valore economico, ma affrontano emergenze sociali, ambientali e culturali con creatività. L’obiettivo della Cartier Women’s Initiative, nata quasi 20 anni fa, è proprio quello di trovare le più interessanti e sostenerle. Quest’anno la maison ha deciso di premiare nove vincitrici delle scorse edizioni del premio in un’occasione speciale: l’Expo 2025 di Osaka dove, in collaborazione con il governo giapponese, ha inaugurato il Women’s Pavilion, progettato dall’architetta Yuko Nagayama. Aperto al pubblico fino al 13 ottobre, lo spazio interno offre un’esperienza immersiva curata dall’artista britannica Es Devlin, con installazioni che esplorano temi come l’empowerment femminile, l’uguaglianza di genere e la sostenibilità sociale. Filo conduttore, la convinzione che quando le donne prosperano, anche l’umanità prospera.
La Cartier Women’s Initiative, af oggi, ha supportato 330 borsiste provenienti da 66 Paesi, ha erogato più di 12 milioni di dollari in finanziamenti, creando una community fatta di oltre 500 change maker. Nel Sakai Performing Arts Center di Osaka, quest’anno, sono state ulteriormente premiate nove donne, ex borsiste, che con la loro impresa hanno effettivamente avuto un impatto significativo sulla società; sono state scelte in tre differenti categorie: Preserving the Planet, Improving Lives e Creating Opportunities in linea con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030.








