La donna che visse due volte. Kim Novak, fissata per sempre nell'immaginario cinematografico grazie a Alfred Hitchcock che la volle protagonista di uno dei suoi classici più celebrati, Vertigo. Andrà a lei un Leone d'oro alla carriera della dell’82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica, in programma dal 27 agosto al 6 settembre. L'annuncio dal direttore del festival, Alberto Barbera, a cui l'attrice (al secolo Marilyn Pauline Novak, Chicago, 1933) ha replicato con gioia. «Sono molto, molto colpita di ricevere il prestigioso premio del Leone d'oro da un festival cinematografico tanto rispettato. Essere riconosciuta per l’insieme del mio lavoro in questo momento della mia vita è un sogno che si avvera. Conserverò nella memoria ogni momento trascorso a Venezia. Riempirà il mio cuore di gioia». Una diva involontaria, Novak, secondo il direttore di Biennale cinema Alberto Barbera. «Assurta al ruolo di Diva senza averne l’intenzione, Kim Novak è stata una delle protagoniste più amate di un’intera stagione del cinema hollywoodiano, dall’esordio casuale alla metà degli anni Cinquanta, sino al prematuro e volontario esilio dalla prigione dorata di Los Angeles, non molto tempo dopo. Un sistema che l’attrice non ha mai smesso di criticare, scegliendo i suoi ruoli e anche il suo nome. Costretta a rinunciare a quello di battesimo, Marilyn Pauline, perché associato alla Monroe, si batté per conservare il cognome, accettando in cambio di tingersi di quel biondo platino che fece epoca. Indipendente e anticonformista, creò una propria casa di produzione e scioperò per rinegoziare uno stipendio molto inferiore a quello dei suoi partner maschili. All’esuberante bellezza, alla capacità di dar vita a personaggi ingenui e discreti ma anche sensuali e tormentati, al suo sguardo seducente e talvolta dolente, deve l’apprezzamento di alcuni dei maggiori registi americani del momento, da Billy Wilder (Baciami stupido), a Otto Preminger (L’uomo dal braccio d’oro), Robert Aldrich (Quando muore una stella), George Sidney (Incantesimo, Un solo grande amore, Pal Joey) e Richard Quine, con il quale diede vita ad alcune indimenticabili commedie romantiche (Criminale di turno, Una strega in paradiso, Noi due sconosciuti, L’affittacamere). Ma la sua immagine resterà per sempre legata al doppio personaggio di La donna che visse due volte di Hitchcock, diventato il ruolo della sua vita». Il Leone d’oro alla carriera, ha spiegato intende celebrare una star libera, una ribelle nel cuore del sistema, che ha illuminato i sogni della cinefilia prima di ritirarsi in un ranch nell’Oregon per dedicarsi alla pittura e ai cavalli». Nei giorni della Mostra sarà presentato il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe, realizzato con la collaborazione esclusiva dell’attrice.
Venezia 2025, a Kim Novak il Leone d'oro alla carriera
La musa di Hitchcock sarà celebrata alla 82 esima Biennale cinema. Il direttore Barbera: «Diva senza averne l'intenzione, indipendente e anticonformista»











