Due tonnellate di arance, spacciate per “Tarocco rosso siciliano”, sono state sequestrate in due aree di servizio lungo l’autostrada Catania–Palermo. In realtà provenivano dall’Egitto. Un inganno confezionato con cura per confondere i viaggiatori, attirare clienti e gonfiare i profitti. Ma la truffa è stata smascherata da una task force interforze. La notizia ha suscitato l’immediata reazione del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, che ha espresso soddisfazione per l’intervento e ha lanciato un monito: Difendere l’eccellenza siciliana significa difendere i produttori, il paesaggio e la fiducia dei consumatori.

I controlli hanno coinvolto la Polizia Stradale del Compartimento Sicilia orientale, il Corpo Forestale (Noras), l’ASP di Catania, l’Ispettorato del Lavoro, l’Agenzia delle Dogane, l’ICQRF e i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. Il cuore dell’operazione: due aree di servizio contigue, dove le arance venivano presentate come pregiato Tarocco rosso locale. Ma le analisi e la documentazione commerciale hanno raccontato un’altra storia: i frutti erano importati dall’Egitto, privi di tracciabilità, e venduti con un’etichetta mendace. Il titolare dei punti vendita è stato denunciato per frode in commercio. Insieme alle arance, sono state trovate anche mozzarelle scadute, e diverse irregolarità igienico-sanitarie. Le sanzioni superano i 7000 euro, con provvedimenti aggiuntivi già in fase di definizione.