FIRENZE – È finita. Esonerato. Nemmeno il tempo di sedersi e Luciano Spalletti atterrisce la platea che lo attendeva: “Ieri sera siamo stati insieme un bel po’ con il presidente Gravina, e mi ha comunicato che sarò sollevato all'incarico. Io non avrei mollato, ma è un esonero e devo prenderne atto”. Il primo ct ad annunciare in prima persona il proprio licenziamento, e domani contro la Moldova l’Italia giocherà la prima partita della sua storia con un ct già esonerato.
L’età della giovinezza non va privata di un’estate Mondiale
di Francesco Piccolo
Spalletti esonerato: “Io avrei continuato”
Quando, venti minuti più tardi, lascia la sala stampa, Spalletti lo fa cedendo alla commozione dopo una domanda che deve aver toccato tasti sensibili: “Qualcuno ti ha tradito?”. È provato, ferito, sofferente, gli si legge in faccia. Quasi surreale che Gabriele Gravina, il presidente della Federcalcio che sabato sera gli ha comunicato la fine dell’avventura, sia seduto lì, ad assistere alla scena, e lo segua solo qualche passo più indietro. Poco prima, Spalletti aveva raccontato come si è arrivati alla decisione, con un lungo mea culpa: “Visto che i risultati della mia gestione sono questi, ne prendo atto. Mi ha fatto male non essere stato capace di tirare fuori il meglio, sono dispiaciuto di me stesso. Sapevo che c'erano situazioni difficili, ma non sono riuscito a tirare fuori il meglio, ma sono sempre convinto che i ragazzi siano forti. Ho visto comprensione nella critica verso di me, siete stati anche gentili con me. Ho creato problemi al movimento con i miei risultati”.










