Aquesto punto il Philippe Chatrier è casa loro. La saggezza di Sara Errani, le accelerazioni di Jasmine Paolini e ancora una volta Parigi applaude. Qui le due ragazze hanno vinto l’oro olimpico la scorsa estate, qui trionfano nel doppio femminile e si annettono il loro primo Slam di coppia. Errani-Paolini battono la coppia kazako-serba Danilina-Krunic (in cartellone per la prima volta insieme) e lo fanno con un po’ più di fatica del previsto per due come loro cui invece basta un battito di ciglia per intendersi. Finisce 6-4 2-6 6-1 in due ore e 15 minuti: Errani porta a casa il sesto titolo Slam in doppio (il primo con Paolini, gli altri cinque con Roberta Vinci tra cui la vittoria qui nel 2012, anno in cui arrivò in finale anche in singolare); per Jasmine invece è il battesimo, lei che di finale Slam due ne ha giocate in singolare e due, però, ne ha perse. Fatturato parigino di assoluto prestigio per Sarita, vista anche la vittoria nel misto insieme con Andrea Vavassori (bis del 2024 agli Us Open).

Il sorpasso di Sinner a un calcio senza eroi

DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BRUSORIO

Passaggio cruciale nel primo set, sul 4-3 per le azzurre: game interminabile quanto ricco di colpi spettacolari e di ingenuità, di trucchi e parrucchi, lo vincono Danilina-Krunic e riportano il punteggio sul 4-4, ma è a questo punto che le azzurre dimostrano perché sono le più forti, mentre Errani lavora con il fioretto (che fa rima baciata con pallonetto), Paolini usa il diritto come una clava e fora la difesa avversaria. 5-4 e il primo set lì da mordere e loro lo mordono complice anche le sbananate sottorete di Danilina. Finisce 6-4 il primo set e si ha come la sensazione che si potrebbe già stendere il tappeto rosso per le due ragazze. Invece non è così, il secondo set prende la strada per noi sbagliata, «idemo» grida uno sparuto gruppo di tifosi serbi in tribuna, “andiamo” quello è il grido di battaglia per Djokovic e fa il suo effetto pure qui.