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Bombe senza sosta e inviti a evacuare. Gli estremisti mostrano la foto di un rapito, l'Idf recupera il corpo del thailandese ucciso

Le forze israeliane recuperano il corpo dell'ostaggio thailandese Pinta Nattapong in un'operazione speciale dell'Idf e dello Shin Bet nella Striscia di Gaza, mentre continua ancora senza sosta l'offensiva. Nattapong era stato rapito da Hamas nel kibbutz Nir Oz il 7 ottobre. L'uomo è stato assassinato mentre era prigioniero delle Brigate Mujahideen, responsabili anche del sequestro e dell'omicidio di Shiri Bibas e dei suoi due figli piccoli dai capelli rossi, Ariel e Kfir. Secondo il ministro della Difesa Israel Katz, il corpo di Nattapong era a Rafah. Il ritrovamento è stato possibile grazie alle informazioni ottenute durante un interrogatorio dello Shin Bet a un palestinese detenuto a Gaza.

Prosegue intanto il bagno di sangue nella Striscia. Almeno 56 persone sono state uccise negli attacchi israeliani dall'alba di ieri, secondo la protezione civile di Gaza. Il dato include 16 morti in un singolo raid lanciato contro Gaza City, nel quartiere di Sabra. Almeno sei delle vittime di questo bombardamento erano bambini e più di 50 persone sono rimaste ferite a causa dell'impatto di due missili sulla zona. Mentre si ritiene che circa 85 corpi siano ancora intrappolati sotto le macerie. «Un vero e proprio massacro», ha sottolineato la protezione civile di Gaza. Il portavoce di Hamas, Abu Obeida, ha invece avvertito che l'ostaggio israeliano Matan Zangauker è detenuto in una località assediata dall'esercito di Tel Aviv nella Striscia. Obeida ha precisato che se Zangauker venisse ucciso durante un tentativo di liberarlo, le forze dello Stato ebraico ne sarebbero ritenute responsabili. In serata Hamas ha pubblicato una sua foto, su un fianco, con sullo sfondo si vede una sacca per flebo minacciando: «Non tornerà vivo».