Aveva concesso sei giri d’anarchia, Marc Marquez, re illusionista di Aragon e di una sprint race che porta lo stemma di famiglia: secondo il fratello Alex, staccato due secondi. Per un attimo il padrone di casa sembrava diventato lui, complice la partenza sbagliata di Marc, scattato dalla pole, con la sua gomma posteriore che scivolava come una saponetta: “La soft dietro è stata un po’ il mio punto debole”, rivela lo spagnolo, che alla prima staccata ha rischiato l’incidente, facendo a spallate con Pedro Acosta (Ktm), quinto al traguardo. E il fratello Alex ci aveva creduto: “Ho visto che la sua partenza non è stata buona, quindi ho cercato di spingere per allontanarmi”. Speranza vana.
Bagnaia in crisi
Marc ha rimontato: da terzo a secondo in un giro, archiviando subito la pratica Franco Morbidelli (quarto al traguardo su Ducati Vr46). Poi l’inseguimento al fratello, raggiunto al sesto giro. Da lì un assolo rosso, fino al traguardo (sempre più leader del mondiale con 208 punti). Ordine ripristinato. Da una parte sola dei box Ducati, però: Bagnaia ha chiuso infatti dodicesimo (-84 in classifica), lontano 14 secondi dal compagno di squadra. Sembra una crisi senza vie di fuga. Pecco, scattato quarto, è precipitato nelle retrovie dopo essere andato lungo nel corso dei primi giri.











