L’ordinanza firmata dal sindaco, Alessandro Tomasi, non lascia spazio a dubbi: la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Vicofaro, Pistoia, va sgomberata. No, i fedeli non c’entrano nulla, semmai è una questione di «gravi condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza». Tutta colpa dell’immigrazionismo sfrenato targato don Massimo Biancalani, il prete che ha trasformato la sua canonica in un grande centro d’accoglienza che negli anni è stato teatro di risse, spaccio e pure stupri.

Da tempo i residenti del quartiere, riuniti in un comitato, chiedono interventi urgenti per ripristinare ordine e decoro: sarà questa la volta buona? Avevano anche scritto al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, lamentandosi del fatto che - nonostante gli accordi presi - i trasferimenti di extracomunitari da Vicofaro verso altri lidi non stavano procedendo come deciso. Nel febbraio scorso, infatti, sulla base di un servizio iniziato nell’agosto del 2024, la Questura di Pistoia aveva censito 139 persone ospiti di don Biancalani e il Viminale, per sbrogliare il sovraffollamento, aveva attivato subito 70 posti in altri centri. Solo 29 immigrati, però, avevano accettato le nuove destinazioni. Non solo: undici di questi erano pure tornati all’ovile... La Prefettura aveva pure offerto alla Diocesi la possibilità di garantire, a chi lo volesse, il rimpatrio assistito nei Paesi d’origine. Risposta: picche.