Maglie sempre più strette nell’accoglienza, multe per le ong, processi per gli attivisti, navi ferme, porti sempre più lontani. A dispetto della “strategia della deterrenza” del governo Meloni, cristallizzata anche nei contestatissimi centri in Albania, da fine aprile gli arrivi via mare aumentano.

Da aprile, la curva ha iniziato a salire vertiginosamente, superando progressivamente il dato dell’anno scorso. Stando agli ultimi numeri comunicati dal Viminale, dal 1 gennaio sono arrivate in Italia poco più di 145mila persone, circa 2mila in più dell’anno scorso. Negli ultimi due mesi si è concentrato un aumento percentuale pari al 25 per cento.

“Siamo preoccupati non certo dai numeri, ma dalle storie che accompagnano ciascuna di queste vite, dalle violenze, dai disastri, dalle crisi e dai conflitti che spingono ogni anno migliaia e migliaia di persone, a volte intere comunità, ad attraversare il Mediterraneo, a scegliere il pericolo di un viaggio difficile, pur di avere un'alternativa a tanto sconforto”, ha spiegato il presidente della Croce rossa, Rosario Valastro, nel tracciare il bilancio dei due anni di gestione dell’hotspot di Lampedusa, che in 24 mesi ha visto transitare 144.641 persone.