Sarebbe stato l’incendio di un’auto elettrica a innescare quello più generale di una intera nave cargo, che ha dovuto essere abbandonata nel Pacifico. Si chiamava Morning Midas, era lunga 183 metri, era stata costruita nel 2006, apparteneva alla società londinese Zodiac Maritime e batte bandiera liberiana. Aveva lasciato il porto di Yantai, in Cina, il 26 maggio, e trasportava al porto messicano di Lázaro Cárdenas 3.159 veicoli, di cui 65 a batteria e 681 ibridi. Dunque, non erano tutte auto elettriche, come è anche imprecisamente rimbalzato. Ma, appunto, il fumo è stato avvistato per la prima volta sul ponte che ospitava i veicoli elettrici: un dettaglio che solleva interrogativi sulla possibile origine del rogo. Un tema molto dibattuto è infatti quello secondo cui non tanto le auto elettriche sono più facili a incendiarsi di quelle normali, ma per la natura chimica delle batterie e l’elevata energia immagazzinata sviluppano incendi particolarmente persistenti e complessi da gestire, con la necessità di protocolli e attrezzature specifiche che spesso non sono adeguate su tutte le navi cargo. La bandiera liberiana non sembrano in proposito una grossa garanzia, anche se ovviamente le indagini sono da fare.
Oceano Pacifico, eco-disastro: auto elettriche in fiamme | Libero Quotidiano.it
Sarebbe stato l’incendio di un’auto elettrica a innescare quello più generale di una intera nave cargo, che ha dovuto essere abbando...








