Tante le reazioni al post su Claudio Durigon e i giardini di Latina da reintitolare ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, come era stato fatto venti anni fa circa dall’allora sindaco Ajmone Finestra e poi dedicati ai giudici Falcone e Borsellino dall’attuale sindaco Damiano Coletta. Una intitolazione mal digerita da molti e non perché non amino i due giudici siciliani. “Solo per principio” hanno commentato in tanti al netto anche di pesanti offese alla sottoscritta, rea di aver lanciato l’idea di superare questo annoso dibattito e l’idea di questa città legata solo e sempre al nome di Mussolini.

Se la storia non si rinnega, e siamo tutti d’accordo, non si può però non pensare al futuro della città, fatto di diritti e di doveri per tutti. Per quelli di destra che ancora vivono del passato e per quelli di sinistra che invece lo vogliono cassare.

DAL BLOG DI MARIASSUNTA D'ALESSIO

Caso Durigon: a Latina siamo stufi di essere associati a Mussolini

Un equilibrio si potrebbe anche trovare, no? Tra i tanti interventi, molti esacerbati e slabbrati, come ho già detto, ne voglio considerare uno che secondo me, invece, potrebbe riconciliare e riappacificare le varie anime. È su questo che dobbiamo insistere, anche perché la nostra realtà e la nostra storia non si possono certo cambiare con un colpo di spugna.