Pippo, Pippone, Super Pippo. Basta il nome, perché Baudo fa parte delle nostre vite da sempre: il 7 giugno il decano dei conduttori televisivi compie 89 anni. L’uomo che ha scoperto tutti, per primo sé stesso, il provinciale siciliano di Militello laureato in Giurisprudenza per fare contento il padre avvocato, si è innamorato subito della televisione. L’ha conquistata, è diventato una presenza familiare, ha continuato a dare consigli a tutti. Guidato dalla curiosità e dall’ironia.
'Era la Rai': i racconti di chi ha fatto il servizio pubblico. E Baudo canta (e suona) 'La donna è mobile'
Quattro anni fa il presidente Sergio Mattarella lo ha insignito con l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
L’età c’è, i controlli in clinica si ripetono e ciclicamente qualche ignobile sciacallo fa circolare la voce che è alla fine. Una volta rispose con un sottofondo di piatti e bicchieri: “Sono al ristorante: le hanno detto che sono morto? Tranquilla, sto bene”.
I record dei Festival di Sanremo, ben tredici edizioni, l’amore per la musica, per le voci speciali (mentore di Giorgia e Laura Pausini, che trionfarono a Sanremo), amico dei grandi, amori da prima pagina. Corteggiato dalla politica, democristiano di ferro, moschettiere della tv con Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Corrado, Pippo Baudo ha attraversato le crisi di governo e i cambiamenti in Rai con uno stile invidiabile. Complice degli ospiti, polemico e orgogliosamente nazionalpopolare, ci ha accompagnato da Domenica in a Novecento, da Serata d’onore a Uno su cento, da Numero uno a Papaveri e papere, da Luna park a Tutti a casa a Fantastico, il super varietà. Nel 1986 sfiora la crisi internazionale per lo sketch del trio Solenghi Marchesini Lopez sull'Ayatollah Khomeini. Lancia Beppe Grillo che pronuncia la celebre battuta sull'allora premier Bettino Craxi, sempre a Fantastico, che gli costò la cacciata dalla Rai ("Se in Cina sono tutti socialisti, a chi rubano?").






