VENEZIA - Quale è oggi lo "stato di salute" degli alberi che si trovano sul territorio di Venezia? E cosa si sta facendo per la manutenzione del verde pubblico? Sono questi gli interrogativi che ieri mattina (6 giugno) sono rimbalzati in modo dirompente, alla notizia del secondo albero caduto nel giro di soli quattro giorni. Questa volta l'albero è venuto giù al Lido di Venezia, in una zona centralissima (via Lepanto) dell’isola che in questo periodo si anima grazie alle sue rinomate spiagge e ai turisti che visitano Venezia. Diversamente dal leccio caduto lunedì al terminal automobilistico di piazzale Roma, che ha provocato 12 feriti tra cui una donna ancora molto grave, nella notte tra giovedì e venerdì una robinia pesante e di alto fusto si è fortunatamente adagiata nel lato verso il canale e non dalla parte della strada, dove ci sarebbero potute essere persone ed auto in transito. Anche l'orario, appunto durante la notte, è stato favorevole: a quell’ora nel canale non c’erano barche di passaggio. Dunque nessuno è rimasto ferito, né l'albero ha provocato danni a auto e mezzi.

Quello di ieri può essere considerato, a tutti gli effetti, un pericolo miracolosamente scampato. Altrimenti si sarebbe potuta consumare un'altra tragedia nell’area lagunare veneziana dopo quella registratasi lunedì. Gli agenti della polizia locale di Venezia sono intervenuti dopo la chiamata di un passante che ha notato l'albero sporto sul canale alle 7.40 circa. Con gli addetti al verde pubblico si è provveduto a rimuovere l'albero e a mettere in sicurezza l'intera zona. Su questo tema, però, si alza un preoccupato grido d'allarme sullo stato di manutenzione del verde pubblico, e degli alberi in modo particolare. Cristina Romieri, del direttivo veneziano di Italia Nostra, si è da sempre occupata della difesa del patrimonio verde dell'isola. «Ci dispiace molto per questo ulteriore crollo, anche se per fortuna non ha procurato danni - ha detto Romieri - siamo rattristati per le persone ferite a piazzale Roma, a cui va la nostra vicinanza. Noi non ci opponiamo al taglio degli alberi qualora ci sia un pericolo di crollo, tanto più se comprovato da perizie tecniche».