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Oggi, la sinistra si mostra come baluardo della Costituzione e della democrazia ma quando ci sono stati i referendum ha spesso cercato di ostacolarli
Nelle ultime settimane il dibattito sul referendum di domenica e lunedì si è infiammato. Da una parte c'è chi sostiene che non andrà a votare perché non si trova d'accordo con i quesiti proposti, dall'altra chi (in maniera interessata) accusa chi non andrà a votare di non rispettare la democrazia. Al centro della disputa il quorum: chi non si richerà alle urne lo farà conspevolmente per non contribuire al quorum e annullare, di fatto, l'efficacia referendaria, che invece brama chi ha deciso di votare. Dal momento che oggi dalla parte della barricata dei "non votanti" c'è la maggioranza, che è costituita dalla coalizione di centrodestra e dai suoi elettori, le opposizioni si stracciano le vesti invocando ipotetici sfratti e accusando gli altri di non esercitare il diritto, e dovere, al voto. E se la prendono pure con chi osa criticare i quesiti proposti. Ma in passato loro fecero esattamente lo stesso.






