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6 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:26

Guayaquil, Oceano Pacifico, Ecuador: l’avventura di Carlo Ancelotti alla guida del Brasile è cominciata lungo la linea dell’Equatore con uno 0-0 senza emozioni. Giusto così, direbbe qualcuno, il calcio non è il cinema. Ma anche scontato: Carlo, arruolato dalla Seleçao meno di due settimane fa, ha avuto a disposizione solo tre allenamenti e di questi, appena uno con la rosa al completo. Dopo la batosta (4-1) incassata con l’Argentina il 25 marzo, l’esonero di Dorival Junior tre giorni dopo e il corteggiamento sfiancante dei Pentacampeones, la parola d’ordine era ripartire. Il Brasile a Guayaquil si è rimesso in piedi. Nel segno del buon senso di Carlo, ha dimostrato di aver registrato la difesa, con Marquinhos fresco di trionfo Champions in cabina di regia della retroguardia. Scrive Globo.com: “Non è stato un esordio da sogno, ma almeno abbiamo visto un Brasile organizzato”. È già qualcosa, dopo i recenti disastri. Ancelotti conferma: “Molto bene la difesa, un buon pareggio. Siamo soddisfatti e c’è fiducia in vista della prossima gara contro il Paraguay”.

Il problema sarà salire di livello e in Spagna, dove il debutto dell’ex tecnico del Real Madrid è stato seguito con attenzione, avvertono: “Carlo dovrà fare i conti con un problema di mancanza di qualità. Questa Seleçao ha limiti chiari in quella che era sempre stata la sua caratteristica: manca la fantasia”. In effetti: richiamato un suo fedelissimo come Casemiro e scelto un 4-1-4-1 come primo schema di base, è evidente che in fase di costruzione questa squadra soffre. Manca l’uomo che accende la luce. L’inventore. E anche davanti, bisogna vedere come si potrà convivere l’estro di Vinicius con le lune di Richarlison. C’è da recuperare Rodrygo, che ha avuto qualche problemino con Carlo. E c’è poi l’incognita Neymar, dopo l’infortunio e il lungo stop: può tornare a livelli da nazionale?