I finanzieri del Comando provinciale Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di sette misure cautelari personali nei confronti di appartenenti a un’associazione per delinquere dedita alla realizzazione di frodi in materia di bonus edilizi (bonus facciate, ecobonus e recupero del patrimonio edilizio): sono coinvolte 19 imprese edili, tutte con sede a Palermo, avrebbero fatto lavori di ristrutturazione fittizi per oltre 26 milioni di euro.
Per dieci imprese è stata disposta l’interdizione dall’esercizio dell’attività. Nei confronti degli indagati, il nucleo di polizia economico finanziaria diretto dal colonnello Carlo Pappalardo ha già eseguito due decreti di sequestro preventivo: il primo, d’urgenza, per oltre 8 milioni di euro, nella fasi iniziali delle indagini; il secondo, per circa 19 milioni di euro, lo scorso mese di aprile.
“In particolare – spiega un comunicato del comando provinciale della Guardia di finanza – lo sviluppo delle investigazioni, costantemente coordinate dalla procura della Repubblica di Palermo, ha consentito di delineare compiutamente l’operatività dell’associazione per delinquere secondo il seguente meccanismo illecito: le società coinvolte nella frode, applicando lo sconto in fattura, emettevano fatture per operazioni inesistenti verso clienti privati per lavori in realtà mai eseguiti, generando il citato credito d’imposta fittizio, utilizzabile in detrazione o cedibile a terzi. Lo stesso veniva ceduto a intermediari finanziari, consentendone un’immediata e consistente monetizzazione”.






