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5 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:57
Che la procura di Pavia, che ha iscritto Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, e i legali di parte civile della vittima, ci fossero posizioni distantissime, era già emerso dalle dichiarazioni che avevano bollato come “stravaganti” le nuove ipotesi. Dai verbali dell’udienza del 16 maggio quando si è discusso dell’incidente probatorio davanti alla giudice per le indagini preliminari, Daniela Garlaschelli, emerge uno scontro diretto. Innescato dallo “stupore” della procura che in qualche modo non seguiva le richieste dei pm.
Lo stupore del pm – Il procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi (a destra nella foto) aveva esordito così: “Giudice, non è senza un certo stupore che abbiamo letto la memoria (dei legali della famiglia di Chiara, ndr), che sostanzialmente mira ad avere un incidente probatorio diverso rispetto a quello chiesto dal pubblico ministero, ed è non senza un certo stupore che leggiamo questo non nella difesa dell’imputato, ma nella difesa della persona offesa, che tradizionalmente sta in processo per dire qualcosa che serva per poi far valere le proprie ragioni nei confronti dell’indagato”. A rispondere era stato l’avvocato Gian Luigi Tizzoni (a sinistra): “Nella sorpresa complessiva, io ho dato ormai per sdoganato il fatto che la Procura di Pavia abbia, con così tanta insistenza, doverosamente dal suo punto di vista, ritenuto di affrontare una vicenda coperta da un, lo definirei, stragiudicato, formatosi con 8 anni di processi e sette tentativi finora andati a vuoto”. Il legale ha più volte sottolineato come la famiglia Poggi, in virtù dei processi avvenuti nel contradditorio delle parti, ritenga Alberto Stasi responsabile del delitto della figlia Chiara.






