Regalava loro smartphone di ultima generazione, vestiti, uova di Pasqua.

Era amico delle due famiglie, definiva le ragazzine "le mie bambine" e loro lo consideravano come un padre, non avendo avuto una figura di riferimento.

Si sarebbe offerto più volte di andarle a prendere da scuola, o di accompagnarle in qualche gita fuori porta per "andare a caccia" o a "raccogliere funghi". Ma la realtà sarebbe stata ben diversa, perché un imprenditore 55enne della provincia di Bari a lungo avrebbe abusato sessualmente di due ragazzine di 12 anni. La denuncia da una delle due vittime è arrivata anni dopo i fatti, quando l'adolescente ha partecipato ad un incontro a scuola sulla violenza di genere. Solo allora ha acquisito la consapevolezza che le attenzioni dell'uomo non erano 'amore', ma violenza e ha raccontato tutto alla madre.

L'uomo è finito oggi in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata su minori, produzione e tentata produzione di materiale pedopornografico: secondo quanto ricostruito dalle squadra mobile di Bari, che ha condotto le indagini coordinate dalla Procura, il 55enne avrebbe ripreso con una telecamera gli abusi su una delle due, di cui era padrino, e alla quale avrebbe anche scattato delle foto. A entrambe - le due erano amiche - avrebbe chiesto in chat altre immagini. Con la seconda, l'imprenditore sarebbe stato responsabile di condotte comunque qualificate dalla gip Rossana de Cristofaro come violenza sessuale.