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Ultimo aggiornamento: 11:38 del 5 Giugno
Ad aprile, indica l’Istat, le vendite al dettaglio sono aumentate rispetto al mese dello 0,7% in valore e dello 0,5% in volume. Rispetto al mese precedente sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,3% in valore e +0,9% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (rispettivamente +0,2% e +0,3%). Su base annua si registra una crescita del 3,7% in valore e dell’1,9% in volume. La crescita riguarda esclusivamente il settore alimentare, trainato dagli acquisti pasquali.
Sempre su base annua, le vendite alimentari sono in sostenuto aumento in valore (+8,6%) e in volume (+5,4%), mentre le vendite dei beni non alimentari sono in diminuzione (-0,4% in valore e -0,8% in volume). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali in prevalenza negative. Gli aumenti maggiori riguardano i Prodotti di profumeria, cura della persona (+3,4%) e Foto ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali (+3,2%) mentre i cali più consistenti si osservano per le Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,9%) e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-3,5%).
“I dati apparentemente positivi sono solo un miraggio”, dice il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, perché legati all'”effetto Pasqua”. “La dimostrazione è che su base annua le vendite alimentari decollano, con un balzo incredibile dell’8,6% in valore, mentre quelle non alimentari addirittura scendono, -0,4% in valore e -0,8% in volume. Insomma, gli acquisti legati alla Pasqua fanno da traino alle vendite, compensando i valori negativi. Decisamente prematuro, quindi, esprimere un giudizio positivo sui dati di oggi. Dovremo attendere i prossimi mesi per capire il reale andamento del commercio al dettaglio”.







