ROMA - Quando per la prima volta è approdato in Consiglio dei ministri, nel novembre del 2023, nessuno avrebbe immaginato il percorso tortuoso che avrebbe atteso il disegno di legge sulla sicurezza, fuori e dentro il Parlamento. Prima, l'approvazione della Camera, il 18 settembre 2024, poi lo stallo in Senato per l'ostruzionismo delle opposizioni. Infine, la scelta del governo - con un nuovo passaggio in Cdm - di trasformare il testo in un decreto-legge, da subito operativo. E nel quale sono confluiti anche i rilievi del Colle su alcuni punti critici.

Da ieri, con il via libera definitivo di Palazzo Madama (109 sì, 69 no e un astenuto), il decreto Sicurezza diventa legge, bypassando polemiche e manifestazioni di contrarietà.

Quattordici i reati introdotti: dall'occupazione arbitraria degli immobili alla rivolta negli istituti penitenziari e nei centri per i rimpatri, passando per quello di blocco stradale. A questi si sommano le nuove aggravanti, tra cui spicca quella per chi tenta di impedire la realizzazione di opere pubbliche e chi truffa gli anziani. E poi, il pacchetto corposo di misure a tutela delle forze dell'ordine: dalle bodycam sulle divise alla tutela legale per chi finisce indagato o imputato per fatti connessi allo svolgimento della loro attività.