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Questo decreto ripristina la sacralità della proprietà privata, abolendo la libertà di fatto di occupare la casa di qualcun altro e rimanere impunito
Il decreto sicurezza è diventato ieri legge dello Stato e la sinistra è insorta: «È una legge liberticida», definizione che indica «ciò che sopprime le libertà civili». In effetti il governo ha abolito alcune libertà: non certo quelle previste dalla Costituzione, bensì quelle che una piccola ma fastidiosa parte della società si era presa senza chiedere il permesso a nessuno e che erano diventate legge per consuetudine. Per esempio questo decreto ripristina la sacralità della proprietà privata, abolendo la libertà di fatto di occupare la casa di qualcun altro e rimanere impunito; di esercitare la libera professione di borseggiatrice facendosi scudo dei figli sfornati uno dopo l'altro solo per evitare l'arresto; di bloccare senza preavviso e autorizzazione una grande arteria per solidarizzare con le foche monache piuttosto che con gli alberi a rischio nella foresta amazzonica. L'elenco delle auto-libertà soppresse ieri è lungo, insomma si torna a uno Stato di diritto ma non per questo illiberale in base al principio enunciato dal filosofo Immanuel Kant, uno dei padri del moderno pensiero occidentale: «Nessuno mi può costringere a essere felice a suo modo ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non crei pregiudizio alla libertà e alla felicità degli altri». La nuova legge rientra perfettamente in questo teorema vecchio di trecento anni: sei libero di pensare e fare ciò che credi, non di creare danni ad altri in nome di un presunto egualitarismo. Quello che è successo ieri è perfettamente in linea con il programma delle destre liberal conservatrici: «il luogo del reale contrapposto alle utopie delle sinistre», come le ha definite Giorgia Meloni.






