Doveva essere il suo nuovo inizio: un viaggio verso una famiglia amorevole in Francia dopo anni di maltrattamenti. Invece, per Tito, cane di dieci anni malato, si è aperto un incubo fatto di truffe, errori e paura. Ora è salvo, ma la sua odissea chiama in causa le falle del sistema delle adozioni a distanza.

Una consegna sbagliata

Il dramma inizia domenica 2 giugno, durante una staffetta canina partita da Tortona. Tito, affetto da grave insufficienza renale e bisognoso di cibo e farmaci specifici, era diretto a Flayosc, nel Var (Francia), dove una signora lo aspettava da tempo, avendo già pagato tutte le spese per accoglierlo.

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Il cane, originario delle campagne di Locorotondo in Puglia, dove aveva vissuto anni di incuria e maltrattamenti, era stato curato e rimesso in sesto da Samanta Parisi, responsabile del canile pugliese. «Quando l’abbiamo trovato pesava solo tre chili. Ora ne pesa dieci», racconta Parisi.